Il progetto Leucantica mira a ricostruire le dinamiche culturali e le reti di scambio del Capo di Leuca attraverso un approccio che unisce metodologie digitali, ricerca sul campo e archeologia pubblica. Cuore del progetto è lo scavo dell’insediamento di Vereto, mai finora oggetto di indagini sistematiche, nonostante la sua rilevanza storica e archeologica. L’antico centro messapico, esteso in origine su oltre 40 ettari difesi da una poderosa cinta muraria, controllava infatti ben due approdi, Leuca e San Gregorio, i primi che le navi dirette a Occidente incontravano uscendo dall’intimità del “golfo” Adriatico per entrare nel mar Ionio e puntare al Tirreno e al Mediterraneo.
Vereto fu uno dei principali centri messapici del Salento meridionale, frequentato almeno sin dall’età del Bronzo e fino all’epoca romana. Le fonti antiche tramandano nomi diversi della città, tra cui Οὐερητόν, Οὔρητον, Beretum e Veretum, e la ricerca discute da tempo il possibile rapporto con la Hyrie ricordata da Erodoto.
Il progetto punta inoltre sull'“archeologia partecipata”, coinvolgendo attivamente la cittadinanza attraverso percorsi di scienza partecipativa (citizen science) e sensibilizzazione della collettività alla tutela e alla valorizzazione attiva del territorio, nello spirito della Convenzione di Faro. Sono in programma laboratori didattici aperti al pubblico e attività di formazione che permettono alla comunità di interagire direttamente con le attività archeologiche; narrazioni condivise che trasformano la memoria storica in una risorsa viva per l’intera collettività; seminari e conferenze pubbliche, anche presso il Museo archeologico di Vereto (Palazzo “Liborio Romano” di Patù), per divulgare in diretta i progressi dello scavo. Le attività saranno, inoltre, fin dall’inizio al centro di un documentario che consentirà di rivivere a posteriori questa importante esperienza di condivisione del sapere e delle tecniche di ricostruzione e di restituzione del passato.