Università di Napoli "L'Orientale"
Valentino Nizzo, salentino di origine, è professore associato di Etruscologia e Archeologia dell'Italia preromana presso l'Università di Napoli "L'Orientale" e coordinatore del corso di laurea magistrale in archeologia. Archeologo senza frontiere e studioso delle culture dell'Italia antica, ha lavorato a lungo nella ricerca sul campo, nella tutela e valorizzazione. Prima dell'attività universitaria è stato funzionario e dirigente del Ministero della Cultura, ricoprendo incarichi presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di cui è stato il primo direttore autonomo. Nel progetto DiscoVereto dirige la ricerca scientifica e coordina lo studio di Vereto nel quadro di Leucantica, con l'obiettivo di unire scavo, formazione e partecipazione pubblica.
In passato ha coordinato con il medesimo spirito altre iniziative scientifiche affini e, in particolare, lo “Scavo della Terramara di Pilastri” divenuto il modello del concetto stesso di “archeologia partecipata”.
Angela Bosco è ricercatrice RTT in Topografia antica presso l’Università di Napoli L’Orientale, dove insegna “Topografia Digitale” nel corso di laurea triennale e, per la magistrale, “Rilievo dei monumenti antichi” e “Cartografia e GIS per l’archeologia”. La sua attività scientifica si concentra sull’applicazione delle tecnologie digitali all’archeologia, con particolare attenzione all’acquisizione 3D di architetture e reperti attraverso metodologie innovative e integrate. Tra i principali ambiti di ricerca rientrano l’analisi dei sistemi di acquisizione, gestione e condivisione dei dati digitali, con un focus sui processi di formalizzazione e standardizzazione necessari a garantire l’affidabilità e il riuso dei dati archeologici.
È stata Principal Investigator del progetto PRIN 2022 BIG_SMAART – BIM & GIS for Spatial and Multidimensional Archaeological Artefacts and Techniques e collabora da anni a numerosi progetti di ricerca dell’Università di Napoli L’Orientale, ha preso parte a numerose missioni archeologiche italiane e internazionali ed è responsabile di redazione della rivista scientifica AION Annali di Archeologia e Storia Antica e membro del comitato redazionale di Archeologie tra Oriente e Occidente.
Nel progetto DiscoVereto sarà responsabile delle attività di rilievo e analisi topografica, coordinando l’acquisizione, l’elaborazione e l’integrazione dei dati territoriali e archeologici anche attraverso sistemi GIS.
Rosario Valentini è Direttore Tecnico della sezione tematica Digital Humanities e del Sistema Museale di Ateneo- Centro BiMA - Università di Napoli L’Orientale, dove è coinvolto prevalentemente in attività di supporto topografico e fotogrammetrico alle missioni archeologiche e alle iniziative scientifiche del Centro BiMA.
Ha una profonda conoscenza in beni archeologici e in particolare dei siti del vicino e Medio Oriente.
Ha iniziato la sua carriera nel 1999, collaborando a numerose ricerche archeologiche in Italia (formazione e scavi), Turchia (rilevamenti), Yemen (scavi, rilevamenti e restauri), Arabia Saudita (rilevamenti e acquisizioni topografiche), Uzbekistan (acquisizioni topografiche) e Oman (scavi, acquisizioni fotogrammetriche e topografiche).
È autore e co autore di diversi articoli scientifici.
Daniela Ventrelli, barese di origine ma parigina d’adozione, è Coordinatrice della Rete Museale AltApulia (Puglia Culture) di cui fanno parte oltre 60 musei non statali delle province Barletta-Andria-Trani e Foggia. Archeologa, specializzata in Magna Grecia, esperta in coroplastica e ceramica geometrica protostorica, PhD in Epigrafia Greca, dal 2011 al 2019 ha lavorato a Parigi, prima come post-doc in archeologia, nell’UMR 8210 ANHIMA, poi come ricercatrice al CNRS Déleg. Paris 1. In Francia ha ideato il progetto internazionale Rubi antiqua, federando studiosi, università ed enti pubblici di numerose nazionalità nella ricostruzione del collezionismo di antichità da Ruvo di Puglia all’Europa, nel primo Ottocento. Esperta in valorizzazione museale, in storia ‘umana’ di musei e collezioni, già collaboratrice del Museo del Louvre, del Museo di Lione e dell’Università di Friburgo in Svizzera, si occupa anche di 'cronaca' museale e archeologica come giornalista per Il Giornale dell’Arte. Co-ideatrice di LEUCANTICA, metterà a servizio del progetto l’esperienza quotidiana di ‘archeologia partecipata’ per federare studiosi e comunità locale su diversi fronti: dallo studio scientifico dei temi legati alla storia del Capo di Leuca, alla divulgazione attraverso convegni, mostre e iniziative pubbliche.
Laureato nel 2004 con una tesi dal titolo “Metodologie di Telerilevamento e Sistemi
Informativi Geografici (GIS) in Archeologia”.
Specializzato in archeologia classica con una tesi dal titolo “Contributo per la redazione di
una Carta Archeologica del territorio dei comuni “Terra di Leuca Bis”.
Opera nel settore dei Beni Culturali e dell’archeologia dal 1997, collaborando con varie
Soprintendenze in tutta Italia e con diverse Università ed Istituti di Ricerca italiani e stranieri, tra
gli altri l’Università degli Studi del Salento, l’Università degli Studi di Siena, Università
degli Studi di Foggia, the University of Texas at Austin e l’ICA (Institute of Classical
Archaeology, Austin, Texas, USA).
Si occupa della prestazione di servizi tecnici di Sorveglianza Archeologica, scavo archeologico, redazione di Carte del Rischio Archeologico e Valutazioni di Impatto Archeologico (VIArch, VPIA).
Opera nell’ambito di varie Commissioni Locali per il Paesaggio della Puglia, fornendo le proprie competenze per la pianificazione delle attività territoriali e per la gestione del paesaggio.
Mariangela Sammarco, leccese classe 1974, è archeologa del paesaggio. Ha svolto a lungo attività scientifica presso l’Università del Salento, partecipando a progetti di ricognizione topografica e scavo archeologico nel Lazio ed in Puglia. È autrice di diverse pubblicazioni scientifiche e attualmente ricopre il ruolo di direttrice scientifica del MAV - Museo Archeologico di Vereto (Patù).
Anita Di Chiara è ricercatrice INGV della Unità funzionale "Paleomagnetismo". Ha conseguito il dottorato presso l'Università di Bologna e ha sviluppato una solida carriera internazionale lavorando presso la Scripps Institution of Oceanography (USA), la Lancaster University e la Plymouth University (UK), e l'università di San Paolo (Brasile). Specializzata in paleomagnetismo, ha preso parte a importanti spedizioni oceaniche internazionali, come la IODP Expedition 395 nel Nord Atlantico. I suoi principali campi di ricerca sono: il paleomagnetismo applicato alla vulcanologia e alla archeologia e la magnetostratigrafia applicata a successioni sedimentarie sia oceaniche che continentali come strumento di datazione e di analisi delle variazioni climatiche nel passato. Collabora come valutatrice per la Commissione Europea ed è attivamente impegnata nei comitati per l'uguaglianza, la diversità e l'inclusione (EDI) dell'European Geosciences Union (EGU).
Marta Pischiutta è prima tecnologa presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nell’Unità funzionale “Geofisica di esplorazione, ambiente e territorio”. Ha conseguito il dottorato di ricerca in geofisica presso l’Università di Bologna e svolge attività in ambito interdisciplinare, con un profilo scientifico che integra geofisica, geologia e sismologia. Le sue ricerche si concentrano sullo studio degli effetti di amplificazione sismica di sito non convenzionali in zone di faglia e su topografia, unitamente a prospezioni geofisiche per la ricostruzione geologica e per l’esplorazione a diverse scale di indagine, a studi di terreno e allo sviluppo e applicazione di modelli numerici per la simulazione della risposta sismica di sito e la definizione di scenari di scuotimento sismico.
Ha maturato una significativa esperienza nell’ambito dell’attività di consulenza tecnico-scientifica, con specifico riferimento alle prospezioni sismiche. Ha inoltre contribuito a diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali, ricoprendo il ruolo di responsabile scientifico, coordinando campagne di prospezione geofisica e svolgendo periodi di ricerca prolungati presso istituzioni internazionali (tra cui: Wellington University - Nuova Zelanda; US Geological Survey; Cambridge University - UK).
Accanto all’attività di ricerca, è impegnata nella divulgazione scientifica, nel monitoraggio sismico e nella partecipazione ai gruppi di emergenza sismica.
Patrizia Macrì è prima ricercatrice INGV dove è responsabile della unità funzionale "Paleomagnetismo".
I suoi principali campi di ricerca sono: il paleomagnetismo applicato alla definizione di modelli geodinamici e strutturali; la magnetostratigrafia applicata a successioni sedimentarie, sia delle aree polari (Artide e Antartide) che del Mediterraneo, come strumento di datazione e di analisi delle variazioni climatiche nel passato; il magnetismo ambientale applicato all’analisi delle polveri sottili (il cosiddetto PM10), come strumento di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e per la tutela dei beni culturali. Responsabile di diversi Progetti di Ricerca finanziati, da anni si occupa anche di divulgazione scientifica e percorsi didattici e museali.
Valerio Materni si è laureato in Fisica nel 2006 presso l’Università Roma Tre con una tesi dal titolo: “Sviluppo di criteri di discriminazione tra terremoti ed esplosioni nucleari sotterranee mediante metodi sismologici”.
Nel 2005 ha iniziato a lavorare presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2009 presso l’Università Roma Tre con una tesi dal titolo: “Discriminazione tra eventi sismici naturali ed esplosioni nucleari sotterranee”. Dal 2018 opera nell’ambito del servizio di sorveglianza sismica 24/7 svolto dall’INGV per il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Attualmente è tecnologo a tempo indeterminato presso l’INGV.
Tra i suoi principali interessi di ricerca rientrano le indagini geofisiche applicate allo studio e alla valorizzazione di aree archeologiche, con particolare attenzione all’impiego integrato del georadar e di metodologie geoelettriche ed elettromagnetiche per l’individuazione e la caratterizzazione di strutture sepolte. Si occupa inoltre di tomografia elettrica in configurazione 2D e 3D, tomografia elettrica capacitiva, indagini elettromagnetiche FDEM e attività di caratterizzazione e monitoraggio geofisico di siti interessati o a rischio di fenomeni di sinkhole, frane e altri fattori di rischio. Le sue attività comprendono anche lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto della protezione delle infrastrutture, del monitoraggio del territorio urbano e della tutela ambientale.
Zetacode è uno studio creativo e strategico che aiuta imprese, attività locali, aziende familiari e organizzazioni a dare forma alla propria identità, comunicare meglio il proprio valore e costruire percorsi concreti di crescita.
Grazie a una rete di società partner e professionisti specializzati, Zetacode può integrare competenze in branding, digitalizzazione, marketing emozionale e consulenza strategica per le PMI.
Lo studio lavora sulla visione dell’azienda, sul posizionamento, sulla percezione del brand e sugli strumenti necessari per trasformare un’attività in un progetto più chiaro, riconoscibile e competitivo.
Zetacode affianca imprenditori e aziende nella definizione dell’identità aziendale, nella creazione di company profile, campagne di comunicazione, contenuti social, materiali commerciali e strategie di sviluppo.
L’obiettivo è aiutare ogni realtà a smettere di comunicare in modo frammentato e iniziare a costruire un’immagine coerente, autorevole e capace di generare fiducia.
Benito Luigi Nuzzo è un professionista appassionato di tecnologia e del suo territorio, con una solida formazione in Digital Humanities, conseguita con lode presso l'Università del Salento, e precedentemente in Beni Culturali. La sua esperienza si concentra sullo sviluppo di soluzioni innovative per la fruizione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie XR (Realtà Estesa). Ha collaborato con l'AVR Lab, laboratorio di realtà aumentata e virtuale presso l'Università del Salento, in qualità di borsista di ricerca, specializzandosi nello sviluppo di applicativi e contenuti XR. Ha inoltre lavorato presso l'ISPC-CNR di Roma, sempre come borsista, collaborando alla riprogettazione UX di un'applicazione per il turismo. Possiede competenze in modellazione 3D, sviluppo di applicazioni XR e strumenti Google. Ha tenuto corsi presso istituti tecnici superiori (ITS) e scuole secondarie di secondo grado nell'ambito della modellazione 3D e dello sviluppo di applicazioni XR.
Oggi, in qualità di libero professionista, crede fermamente nel potenziale delle tecnologie XR per valorizzare e rendere accessibile il patrimonio culturale, creando nuove forme di interazione con esso.
Sofia Chiarello è una digital humanist con una solida formazione accademica e una specializzazione nell'applicazione delle tecnologie di Realtà Estesa (XR) al patrimonio culturale. Laureata con lode in Beni Culturali e in Euromachs – European Heritage, Digital Media and the Information Society presso l'Università del Salento, ha maturato negli anni un'esperienza trasversale che unisce ricerca, progettazione e comunicazione digitale.
Ha collaborato con l'AVR Lab del Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell'Università del Salento in numerosi progetti nazionali e internazionali, sviluppando applicazioni di realtà virtuale e aumentata per musei, siti archeologici e spettacoli teatrali. È coautrice di pubblicazioni scientifiche su riviste e conferenze internazionali dedicate alle tecnologie XR applicate ai beni culturali.
Attualmente lavora come libera professionista nel settore della cultura digitale, occupandosi di modellazione 3D, produzione di contenuti multimediali interattivi e formazione su tecnologie XR rivolta a docenti e studenti. Affianca alla pratica professionale un impegno costante nella valorizzazione del patrimonio culturale locale attraverso strumenti digitali innovativi.
work in progress
Flavio Ventre è laureando magistrale in Etruscologia e Archeologia Italica, con un progetto di tesi focalizzato sulla cultura materiale di Vereto. I suoi interessi di ricerca riguardano le produzioni delle popolazioni dell’Italia preromana, in un arco cronologico che va dall’età del Bronzo fino alla piena romanizzazione, con particolare attenzione al periodo ellenistico.
Ha avuto l’opportunità di partecipare a diversi scavi archeologici in siti quali Cupra Marittima, Cuma, Cartagine, Pompei, Posillipo e altri ancora. Attualmente ricopre inoltre il ruolo di responsabile di magazzino della missione archeologica.
Gennaro Iuliano è laureando magistrale in Etruscologia e Archeologia Italica presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Svolge un studio di tesi incentrato sulla necropoli campana di Madonna delle Grazie presso Stabiae. La sua ricerca è incentrata sulla ricostruzione dei dati di scavo e un analisi della cultura materiale e del rituale funerario. Ha partecipato a diversi scavi archeologici come Pompei, Cuma, Posillipo, Caivano e altre attività formative inerenti alla disciplina.
In questa Missione Archeologica ricoprirà il ruolo di sotto responsabile alle attività di scavo.
Diego Mignone studente laureando magistrale in Archeologia presso l'università di Napoli L'orientale, con un progetto di tesi inerente i contatti avvenuti tra la Sardegna e l'area del medio-basso tirreno tra il IX-VII sec.a.C.
campagne di scavo Cuma, Capo Colonna, Crotone, Posillipo.
Anna Pia Rossomando è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Salerno, con una tesi incentrata sugli eidola e sull'ideologia funeraria greca.
Attualmente è studentessa magistrale in Archeologia presso l’Università di Napoli “L’Orientale”; laureanda in Archeologia della colonizzazione greca, conduce una ricerca focalizzata sullo studio della coroplastica funeraria in Magna Grecia.
Nel corso dei suoi studi ha partecipato a diverse attività formative inerenti alla disciplina.
In questa Missione Archeologica ricoprirà il ruolo di tirocinante.
Federico Sorrentino è laureando triennale in archeologia.
Archeologo alle prime armi, Vereto è la sua prima esperienza di scavo nonché la sua prima occasione per mettere in pratica i suoi studi.
Federico è un appassionato di antropologia del meridione italiano e archeologia italica
Francesca Dal Toè ha conseguito la laurea in Archeologia e Storia dell’Arte Musulmana presso l’Università degli Studi di Udine, discutendo una tesi sulla calligrafia araba e la figura del calligrafo, analizzandone l'evoluzione storica e il ruolo sociale. Con un focus comparativo tra i contesti ottomano, safavide e iranico, lo studio mostra come semplici esercizi didattici siano diventati, nel corso del tempo, delle vere e proprie forme d'arte autonome.
Attualmente prosegue gli studi magistrali in Archeologia presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, concentrando le proprie ricerche sulle aree del Nord Africa, Medio Oriente e Asia Minore.
Allo stesso tempo, affianca una certa sensibilità verso lo studio e la valorizzazione delle realtà locali minori, riconoscendo loro un ruolo di primaria importanza nel mosaico dell'identità nazionale.
Ha svolto diversi viaggi in Medio Oriente e Asia Minore, tra cui Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia.